Da 45 anni, febbraio è il Black History Month – il mese della storia dei neri, una ricorrenza osservata negli Stati Uniti, Canada e Regno Unito con l’obiettivo di celebrare l’eredità culturale degli afro-discendenti in tutto il mondo. Il tema del Black History Month 2021 è: “Black family: rappresentazione, identità e diversità”, un modo per ricordare la diaspora africana e raccontare la diffusione dei popoli africani nel mondo.
Fu Gerald Ford il primo presidente degli Stati Uniti a istituzionalizzare l’evento nel 1976. A duecento anni dalla Dichiarazione d’Indipendenza il presidente statunitense invitò i cittadini a “cogliere l’opportunità di onorare le doti troppo spesso trascurate degli afroamericani”.

Quello stesso anno, lo scrittore afroamericano Alex Hailey pubblicò un romanzo che passerà alla storia: Radici, La saga di una famiglia americana. La narrazione ripercorre l’albero genealogico dello scrittore a partire da Kunta Kinte, guerriero della tribù Mandinka (Gambia) deportato in America e reso schiavo. L’interesse di Hailey verso le sue origini, che lo spinse alla ricerca delle sue “radici”, nacque ascoltando i racconti della nonna materna Cynthia. Il padre di Cynthia era stato emancipato dalla schiavitù nel 1865 ed è grazie ai quei ricordi che Haley venne a conoscenza della storia del suo antenato Kunta Kinte e delle sofferenze patite dal capofamiglia e dai suoi discendenti durante il periodo della schiavitù e della segregazione.

Il romanzo di Hailey, che era uno scrittore già celebre per aver scritto insieme a Malcom X la sua autobiografia, divenne presto un best-seller tanto che il canale televisivo generalista ABC decise di investire sei milioni di dollari per la produzione di una miniserie ispirata alla storia familiare dello scrittore.
Alla messa in onda i vertici di ABC temevano un flop, a causa della violenta- ma realistica- rappresentazione della tratta degli schiavi e delle atrocità commesse durante il periodo schiavistico. La storia di Kunta Kinte, infatti, abbatteva quegli stereotipi hollywoodiani di rappresentazione della schiavitù il cui più fulgido esempio si incarna in Manny, la domestica fedele di Rossella O’Hara nel colossal Via col vento. L’opinione pubblica bianca non aveva mai fatto i conti con il passato. Proprio per questo la miniserie Radici, mandata in onda tra il 23 e il 30 gennaio 1977, sconvolse la nazione a stelle e strisce e il mondo intero.

Contro ogni aspettativa, Radici divenne un vero e proprio fenomeno culturale, raggiungendo il 71% di share durante la messa in onda dell’ultima puntata, lasciando incollati allo schermo 100 milioni di spettatori. La serie venne trasmessa per la prima volta in Italia da Raidue a partire dall’8 settembre 1978, diventando un vero e proprio prodotto cult. Nel 2016, il canale statunitense History Channel ha prodotto un remake della serie e dell’omonimo romanzo che è stato poi trasmesso in Canada, Australia, Nuova Zelanda e Italia.

Radici coglie in pieno il significato della storia del mese dei neri.
Hailey è stato capace di ricostruire la genealogia della sua famiglia, e ha raccontato un’esperienza intergenerazionale tanto drammatica quanto simile a quella di milioni di altre famiglie afroamericane.
Kunta Kinte dona dignità e forza all’immagine dello schiavo, sovente descritto come passivo e senza rispetto per sé stesso, fedele solamente al padrone. La sua forza d’animo e il suo attaccamento alla libertà sono stati tramandati di generazione in generazione, fino ad Alex Hailey.

Lo scopo del Black History Month è proprio quello di ricercare e celebrare le proprie origini, per potere conservare e proteggere l’eredità di milioni di afro-discendenti i quali antenati, per dodici generazioni, vennero deportati da una sponda all’altra dell’Atlantico e resi schiavi. 

Emma Brumana

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