Era l’estate del 1985. La carestia etiope durava già da due anni, aggravata dalla guerra civile in corso nel Paese: otto milioni di persone colpite da grave povertà e un milione di morti per guerra e malnutrizione è il pesante bilancio di una delle crisi alimentari più gravi dei paesi poveri nel XX secolo. Un giornalista della BBC andò a documentare gli effetti della carestia sul popolo etiope con un reportage dell’84 che smosse l’opinione pubblica sul disastro umanitario in corso in Etiopia.

Gli sforzi delle ONG attive sul territorio e la condanna della comunità internazionale non bastavano a far fronte alla situazione di grave instabilità economica, civile e produttiva. Inoltre, le tensioni provocate dalla guerra fredda, che proprio in quegli anni si sposta sul terreno della neocolonizzazione economica dei paesi poveri al fine di ampliare le zone di influenza dei due blocchi contrapposti, sono di intralcio per una risoluzione diplomatica o di una cooperazione unitaria.

Ma in quell’estate dell’85, il 13 luglio per la precisione, il più grande evento rock del secolo andò in diretta televisiva sugli schermi di due miliardi di persone in 150 paesi, allo scopo di raccogliere fondi per alleviare la carestia etiope.

Il LiveAid è stato da molti considerato il più grande evento rock della storia, e uno dei primi esempi di festival diffuso. In contemporanea i palchi di Londra e di Philadelphia furono calcati dai più famosi artisti del momento, del calibro di B.B. King, Prince, una giovanissima Madonna, Elton John, gli U2, solo per citare i più noti. La performance di Freddy Mercury allo stadio di Wembley di Londra è rimasta nella storia della musica dal vivo e negli annali dei migliori concerti dei Queen, ed è stata magistralmente raccontata nel film Bohemian Rapsody del 2018 .

Organizzato da Bob Geldof, il megaconcerto si propose di ricavare fondi da destinare al popolo etiope. Furono approntate 300 linee telefoniche per la raccolta delle donazioni dei privati spettatori del concerto. Intervistato in diretta, Bob Geldorf contribuì al rialzo delle offerte con la celebre frase “People are dying NOW. Give us the money NOW. Give me the money now.” (“La gente sta morendo ORA. Dateci i soldi ORA. Datemi i soldi ORA”) nel corso di un’intervista rilasciata in diretta, in seguito alla quale le offerte scattano di 300 sterline al secondo, fino a raggiungere la cifra stimata di 150 milioni di sterline raccolti nelle 16 ore di diretta televisiva.

Nelle intenzioni dell’organizzazione il LiveAid doveva essere un evento unico, gratuito e irripetibile, e per questo non furono realizzate riprese ad hoc dei concerti, ma solo molti anni dopo venne prodotto un DVD utilizzando le riprese d’archivio dai vari canali coinvolti nella diretta.

Fu un evento epocale in cui la forza comunicativa della musica spinse l’occidente a riflettere sulle conseguenze della decolonizzazione africana e ad agire anche solo con una piccola donazione, riconoscendo per la prima volta una responsabilità civile collettiva che il mondo di allora, diviso in blocchi ma già globalizzato in senso economico, non sapeva esprimere.

Ada Tattini

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