Una giornata o un anno intero non bastano. Alle persone di origine e discendenza africana è stato dedicato un decennio, dal 2015 e fino al 2024, il decennio internazionale dedicato alle persone di origine di africana. Indetto dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, contempla tra i diversi e multi-settoriali obiettivi, quello di risanare i rapporti tra i paesi occidentali e l’Africa, implementando leggi e attuando politiche che tutelino gli afrodiscendenti dalle discriminazioni.

Il movimento Black Lives matter e le manifestazioni che hanno interessato gli Stati Uniti all’indomani della morte di George Floyd sono il potente segnale che tanta strada ancora è da compiere per assicurare pari trattamenti e diritti alle persone di discendenza africana. E non solo Oltreoceano.

In Italia, come riporta il gruppo di esperti delle Nazioni Unite sulle persone di discendenza africana in visita al nostro Paese nel giugno 2015, a livello governativo non vengono raccolti dati disaggregati per origine etnica e questo rende impossibile riconoscere e contrastare la discriminazione strutturale. E casi di xenofobia, afrofobia e razzismo sono all’ordine del giorno. I dati dell’Oscad, l’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori del Ministero dell’Interno che conteggia i reati catalogabili come “crimini d’odio”, forniscono un quadro desolante: su 2.532 segnalazioni pervenute dal 10 settembre 2010 al 31 dicembre 2018 ben 897, ovvero il 59,3%, riguarda casi di discriminazione a sfondo razziale o etnico, mentre il 18,9%, cioè 286, riguardano reati di matrice discriminatoria sulla base del credo religioso.

E se l’informazione e la cultura sono l’arma migliore per contrastare questi fenomeni è interessante far notare che nei programmi scolastici nazionali lo studio della storia della tratta degli schiavi e del colonialismo italiano non viene affrontato se non in occasioni sporadiche e per lo più extracurricolari.

Solo nel 2000, infatti, s’inizia a parlare di afrodiscendenti in Italia, grazie alla pionieristica ricerca di Braccini che, per prima, utilizza il termine  “seconde generazioni” per definire la discendenza dell’immigrazione in Italia, nella fattispecie africana. La ricerca, dal titolo, I giovani africani. Integrazione socio-culturale delle seconde generazioni in Italia, ha inaugurato un ambito di studi prima d’allora ignorato o sottovalutato nella penisola.

In Italia, secondo dati Istat, vivono circa 800.000 persone di discendenza africana. E oltre un milione e trecentomila persone, di cui il 75% nate in Italia o giunte in tenera età, non solo di discendenza africana, che non hanno la cittadinanza italiana.

Sono tante le iniziative promosse e tante ancora in corso, in molti Paesi, per accendere i riflettori sui discendenti di origine africana, Sul sito dell’Onu è possibile rimanere aggiornati su eventi passati e in corso.

In particolare noi di Ubuntu Festival vi segnaliamo che oggi si terrà l’evento Peace Through Music: A Global Event for Social Justice. Un evento musicale, trasmesso in diretta Facebook, a cui prenderanno parte artisti e personaggi come Brandi Carlile con Mike McCready dei Pearl Jam, Carlos Santana e Cindy Blackman Santana, Keith Richards, Peter Gabriel, Ringo Starr, Billie Eilish e moltissimi altri! L’evento è una collaborazione tra Playing For Change, un’organizzazione che mira a connettere il mondo attraverso la musica, il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA), e presentato da Corning® Gorilla® Glass, co-prodotto da Blackbird Presents, per sensibilizzare su uguaglianza, riconoscimento dei diritti umani e la fine del razzismo e della discriminazione. Per seguire l’evento in diretta, questo il link https://www.facebook.com/PlayingForChange

Enjoy and Peace!

Veronica Tecchio

Leave a Reply

Please log in using one of these methods to post your comment:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s